Commercialista Dr. Angelo Calò

Bitcoin e criptovalute in Dichiarazione dei Redditi

Febbre da Bitcoin e criptovalute? Il trading online di criptomoneta sta sempre di più “sdoganando” e conoscendo un periodo di forte espansione.

Dopo gli investimenti immobiliari, azioni ed obbligazioni, le criptovalute sono gli asset del momento e rappresentano una vera e propria “miniera” di valore.

Anche se sono soggette a repentine fluttuazioni, le valute digitali sono tra gli strumenti finanziari da detenere nel proprio portafoglio investimenti e consentono di diversificare e di guadagnare un capital gain.

Va premesso che, essendo la quotazione delle criptovalute soggetta a rilevanti e repentine variazioni di prezzo, è facile perdere capitali ed essere soggetti a minusvalenze.

Il vero dilemma è capire come dichiarare fiscalmente i proventi o capital gains derivanti dall’investimento in criptovalute.

Prima di analizzare il trattamento fiscale delle valute digitali, c’è da chiarire che cosa sono le criptovalute, come funzionano e quali sono i vantaggi derivanti.

Criptovalute: cosa sono?

Bitcoin, Ethereum, Monero, DASH, EOS, Litecoin, Ripple, etc. etc.: sono tantissime le criptovalute e le Altcoin che ogni giorno sentiamo solamente nominare.

Ma cosa sono e quali sono le caratteristiche delle criptovalute o valute digitali?

Giusto un’”infarinatura” per capire meglio come funzionano.

Le criptovalute sono asset digitali, ovvero monete virtuali non fisiche che vengono generate e scambiate telematicamente.

Come riportato dalla Consob, il termine “criptovaluta” è costituito da due parole: cripto e valuta.

Si tratta quindi di valuta “criptata” che è visibile/utilizzabile solo conoscendo un determinato codice informatico (le c.d. ‘chiavi di accesso’ pubblica e privata, secondo le best practices della crittografia).

Riportiamo di seguito quali sono le principali caratteristiche delle criptovalute:

  • assenza di fisicità,
  • decentralizzazione,
  • nessun corso legale,
  • accettazione facoltativa come mezzo di pagamento alternativo alle valute legali o FIAT (Euro, dollaro, franco svizzero, etc.),
  • decentralizzazione,
  • nessun rischio di inflazione.

Le criptovalute non sono emesse da alcun Governo e da alcuna Banca Centrale, ma chiunque può creare una valuta digitale in qualsiasi momento.

Grazie ad una cosiddetta “Initial Coin Offering” (ICO) è possibile creare/distribuire criptovalute per finanziare direttamente le idee imprenditoriali.

Criptovalute: i rischi della mancanza di una regolamentazione

Purtroppo ad oggi manca una regolamentazione ad hoc: l’assenza di un quadro giuridico preciso determina l’impossibilità di attuare un’efficace tutela legale dei trader/risparmiatori che compravendono criptovalute.

Sono diversi i rischi legati alla compravendita ed al trading online di criptovalute in assenza di una precisa normativa di riferimento.

È possibile esposti a dover subire ingenti perdite economiche in caso di condotte fraudolente, fallimento o cessazione di attività dei Broker o dei principali Exchange (e non sarebbe di certo la prima volta!).

In un contesto di assenza di regole di trasparenza e di una regolamentazione ad hoc i Broker e gli operatori del settore del trading online sono esposti a elevati rischi operativi e di sicurezza.

Sussistono, inoltre, rischi di cybercrime e di controparte, di mercato, di liquidità e di esecuzione.

Bitcoin nella Dichiarazione dei Redditi: normativa fiscale criptovalute

In caso di detenzione di attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia, l’articolo 4 del D.L 167/1990 sancisce che le persone fisiche, oltre agli enti non commerciali e alle società semplici, devono compilare il quadro RW.

Tra gli investimenti in attività estere di natura finanziaria rientrano le criptovalute: chiarirlo sono proprio le istruzioni alla compilazione del quadro RW, che prevedono anche una specifica indicazione in tema di asset digitali.

Il succitato articolo 4 del D.L. 167/1990 sancisce che gli «investimenti all’estero ovvero di attività estere di natura finanziaria suscettibili di produrre redditi imponibili in Italia».

Sul trattamento fiscale dei Bitcoin e delle criptovalute in generale dobbiamo fare riferimento alla Risoluzione n. 72/E/2016, che equipara le valute virtuali alle valute tradizionali estere.

Per questo motivo è necessario tenere a mente quanto indicato nell’articolo 67, comma 1, lett. c-ter), del DPR n 917/86.

Le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di criptovalute rientrano fra i “redditi diversi di natura finanziaria”.

È esclusa l’imponibilità delle criptovalute, secondo quanto sancito dal comma 1-ter dell’articolo 67 del DPR n. 917/86, nel caso in cui si verifichi la seguente condizione:

“la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta non sia superiore ad € 51.645,69 per almeno 7 giorni lavorativi continui”.

La plusvalenza deve essere dichiarata nel quadro RT del Modello Redditi Persone Fisiche.

Un ruolo rilevante è rivestito dalla documentazione alla base della predisposizione e della compilazione corretta della dichiarazione dei redditi.

La Certificazione dell’intermediario finanziario non residente deve essere esibita al Commercialista e deve essere conservata ai fini di un possibile controllo da parte dell’Amministrazione tributaria.

Per questo gli intermediari (Broker) sono tenuti ad inviare certificazioni quanto più complete possibili.

Regime risparmio amministrato

Il regime del risparmio amministrato è un regime di tassazione applicato direttamente dall’intermediario, che espleta da sostituto d’imposta.

Ai sensi dell’articolo 6 del D.Lgs. n. 461/97 è necessario che l’intermediario finanziario non residente abbia costituito una stabile organizzazione in Italia.

La percentuale di tassazione viene trattenuta direttamente dall’intermediario e viene versata direttamente alle Casse dell’Erario senza interessare il contribuente/trader.

Ciò significa che il soggetto fisico che fa trading online con le criptovalute è esonerato dall’obbligo di includere nella propria dichiarazione dei redditi i proventi diversi di natura finanziaria.

Nel caso di redditi prodotti attraverso la cessione, a titolo oneroso, delle criptovalute, il contribuente deve compilare il quadro RT della dichiarazione dei redditi.

Regime dichiarativo trading criptovalute

Il regime dichiarativo è quel regime fiscale di tassazione del capital gain in cui il trader si affida ad un Commercialista per calcolare il rendimento di portafoglio attraverso l’applicazione del metodo LIFO (Last In First Out = Ultimo ad entrare, primo ad uscire).

 

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