Commercialista Dr. Angelo Calò

Mini IRES: il Decreto Crescita interviene sul taglio dell’IRES, ecco come funziona

Il DL n. 34/2019 (Decreto Crescita) è intervenuto sul taglio dell’IRES, ma la normativa vale anche per i soggetti IRPEF che investono nella propria impresa.

La Mini IRES è un regime di tassazione ridotta degli utili accantonati a riserva e tale beneficio non è più subordinato meramente al reinvestimento degli utili per procedere all’acquisto di beni materiali strumentali o per incrementare l’occupazione.

Scopriamo in questa guida chi sono i soggetti interessati, come funziona, la normativa vigente e i vantaggi della tassazione agevolata Mini IRES.

Mini IRES: fonti normative di riferimento

Per quanto concerne la normativa di riferimento, quella originaria è da rintracciare nell’art. 1, commi 28-34, della legge 30.12.2018, n. 145, che ha subito una modifica dal D.L. 30.04.2019, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 28.06.2019, n. 58 (“Decreto Crescita”).

Riportiamo di seguito quanto recita la normativa vigente:

“[la Mini IRES] è un incentivo volto ad individuare una modalità di tassazione agevolata ai fini IRES relativamente semplice e per sempre con la finalità di agevolare gli utili non distribuiti. L’aliquota IRES ridotta applicabile al reddito di impresa dichiarato, è correlata quindi al solo reimpiego degli utili”.

Mini IRES: chi sono i soggetti interessati?

L’agevolazione Mini IRES è rivolta a tutti i soggetti IRES individuati dall’articolo 73 del TUIR.

Pertanto, tale beneficio fiscale è fruibile sia dalle micro-imprese, sia dai soggetti IAS adopter e sia da coloro che redigono il bilancio in base al codice civile, diversi dalle micro-imprese.

Inoltre, la Mini IRES è fruibile dai soggetti IRES non residenti nel territorio dello Stato, anche se hanno optato per il consolidato fiscale.

Tale tassazione agevolata spetta pure agli enti non commerciali, limitatamente all’attività imprenditoriale eventualmente svolta.

Mini IRES: chi sono i soggetti esclusi?

La normativa riguardante la Mini IRES individua anche i soggetti esclusi:

  • i soggetti finanziari;
  • i soggetti che determinano forfettariamente il reddito e quindi, la tonnage tax ed il regime forfettario;
  • gli enti del terzo settore di cui all’art. 6 del DPR n 601/73;
  • i soggetti che determinano il reddito su base catastale, quindi le società agricole;
  • i soggetti IRPEF in contabilità semplificata, per i quali il beneficio fiscale non risulta applicabile necessitando un’evidenza anche delle movimentazioni patrimoniali.

Mini IRES: aliquote maggiorate nel tempo

Il reddito di impresa dichiarato dai beneficiari può essere assoggettato ad un’aliquota IRES ridotta di alcuni punti percentuali per la quota corrispondente agli utili di esercizio accantonati a riserve diverse da quelle di utili non disponibili.

In buona sostanza, nel 2019 l’aliquota IRES era pari al 22,5% ridotta dell’1,5%, per il corrente anno 2020 l’aliquota è pari al 21,5% ridotta del 2,5%.

Nel 2021 l’aliquota sarà pari al 21% ridotta del 3%, nel 2022 sarà pari al 20,5% (con riduzione del 3,5%) e nel 2023 sarà pari al 20% ma beneficerà della riduzione del 4%.

Mini IRES: parametri da considerare ai fini della determinazione del beneficio

La base di calcolo dell’aliquota IRES ridotta corrisponde alla quota di reddito pari agli utili conseguiti nell’esercizio di attività commerciali dell’anno di imposta precedente a quello per il quale è presentata la dichiarazione.

Gli utili oggetto di agevolazione fiscale sono al netto delle riduzioni del patrimonio netto con attribuzione ai soci.

La quota degli utili oggetto di agevolazione accantonati a riserva che eccede l’ammontare del reddito netto dichiarato viene calcolata in aumento degli utili agevolabili accantonati a riserva dell’esercizio successivo.

Pertanto, ai fini della determinazione del beneficio, i parametri da considerare sono due:

  • gli utili accantonati a riserva nei limiti dell’incremento di patrimonio netto,
  • il reddito di impresa.

Utili accantonati a riserva

Per quanto concerne tale requisito è presupposto imprescindibile del beneficio fiscale il versamento dei soci volto ad aumentare il patrimonio.

Inoltre, sottolineiamo ancora una volta che gli utili siano accantonati a riserva e non distribuiti ai soci.

È bene procedere ad un controllo sulle riserve di utili diverse da quelle formate da utili non disponibili.

Ricordiamo in tale sede che il comma 1 lett. a) dell’art. 2 del DL n 34/19 recita:

si considerano riserve di utili non disponibili le riserve formate con utili diversi da quelli realmente conseguiti ai sensi dell’art. 2433 Codice Civile”.

Reddito d’impresa

Per quanto concerne questo requisito rileva il reddito d’impresa dichiarato.

Pertanto, tale beneficio fiscale non si può fare valere in sede di rettifica in aumento del reddito, ma è fruibile solo in sede di autoliquidazione delle imposte.

Mini IRES con consolidato fiscale

Il comma quattro dell’art. 2 del DL n 34/19 disciplina la Mini IRES per le società che hanno optato per il consolidato fiscale.

Il consolidato fiscale è vietato, ai sensi dell’articolo 126 TUIR, alle società che fruiscono di riduzioni dell’aliquota dell’imposta sui redditi.

Ma, tale limitazione non trova applicazione ai soggetti che si avvalgono della Mini IRES.

Per quanto concerne l’accesso alla Mini IRES nel caso di consolidato fiscale, è riconosciuto in capo alla consolidante di applicare l’aliquota ridotta sul reddito complessivo del gruppo.

In ogni caso, ciascuna società dovrebbe calcolare il proprio reddito oggetto di agevolazione e trasferirlo al consolidato.

Mini IRES: Conclusioni

La finalità della Mini IRES è quella di incentivare il reinvestimento degli utili nell’impresa.

L’attuale disciplina è più semplice rispetto alla prima mini IRES, ma la sua applicazione comporta in ogni caso l’assistenza e la consulenza di un professionista abilitato, onde evitare errori e rischi di incorrere in sanzioni.

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Vista la complessità della normativa è bene affidarsi ad un Commercialista e richiedere una Consulenza fiscale personalizzata.

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Angelo Calò