Commercialista Dr. Angelo Calò

SRL Unipersonale: come costituirla, costi e normativa 2020

Sei un aspirante imprenditore e hai intenzione di avviare una SRL Unipersonale o SRL a socio unico? Se hai risposto in modo affermativo immagino che stai ricercando sul web informazioni e dettagli sulla possibile convenienza ad avviare questa forma societaria.

Dopo aver digitato sul motore di ricerca “SRL Unipersonale come costituirla” sei giunto qui in questa guida che mira a raccogliere la normativa di riferimento, i rischi e la responsabilità del singolo socio amministratore di questa peculiare SRL.

Ti senti pronto per iniziare? Bene, allora procediamo!

SRL unipersonale: la normativa di riferimento

Il Decreto Legislativo numero 88/1993, attuativo della XXII direttiva del Consiglio CEE numero 89/667 ha introdotto nell’ordinamento italiano l’istituto della SRL Unipersonale o SRL con socio unico.

Con la riforma del diritto societario del 2003 con la riformulazione dell’articolo 2328 del codice civile si è introdotta la Società per Azioni (S.p.A.) Unipersonale.

Non si tratta di una nuova tipologia societaria ma il Legislatore consente la possibilità che la SRL o la SPA sia costituita da un unico socio e non da una pluralità.

La previsione del socio unico nella SRL Unipersonale indica una società a responsabilità limitata che presenta un unico creditore/debitore.

Tutti i capitali utili al fine di costituire tale forma societaria sono riconducibili a questo unico socio: ciò può verificarsi sia in fase di costituzione che in una fase successiva durante la vita societaria.

La SRL a socio unico è una delle tipologie di società più interessanti e quella che più di altre permette di proteggere il socio unico anche dal rischio di fallimento e da eventuali obbligazioni.

La SRL Unipersonale ha il pieno controllo dell’azienda, ma bisogna prestare massima attenzione alla fase di apertura e di avvio della stessa società.

Per questo è bene sempre richiedere la Consulenza di un Commercialista che ci segua in ogni fase: dalla costituzione alla gestione della SRL Unipersonale.

SRL Unipersonale: come si costituisce?

Per avviare una SRL Unipersonale è necessario sottoscrivere un atto pubblico, anche unilaterale.

Atto costitutivo SRL Unipersonale: quali sono i requisiti necessari?

Per perfezionare l’iscrizione nel Registro delle Imprese (step fondamentale affinchè la stessa società venga ad esistenza) è necessario che l’atto costitutivo abbia i seguenti requisiti:

  • deve contenere le stesse indicazioni richieste per la società pluripersonale (cfr. art. 2463 c.c.);
  • deve essere redatto per atto pubblico;
  • deve contenere l’indicazione che la partecipazione appartenga ad un unico socio;
  • si deve precisare che vi è un solo socio.

Capitale sociale SRL a socio unico

Per aprire una SRL a socio unico occorre versare il capitale, il cui ammontare è utile per avviare questa forma societaria.

Il capitale sociale può essere anche inferiore a 10.000 euro, ma pari ad almeno 1 euro.

I conferimenti devono essere in denaro e devono essere interamente versati in sede di costituzione della società.

Inoltre, i conferimenti devono sussistere al momento della redazione dell’atto costitutivo da parte del notaio, il quale deve accertare l’integrale versamento ai sensi dell’art. 28, n. 1, Legge notarile 89/1913.

Si parla sempre di SRL Unipersonale o a socio unico anche nel caso in cui tale denaro, sia in parte sia totalmente, appartenga a terze persone.

Pubblicità SRL Unipersonale

È fondamentale che tutta la documentazione specifici che la SRL Unipersonale abbia un individuo da considerare come socio unico.

Al momento dell’iscrizione al Registro delle Imprese gli amministratori della SRL a socio unico devono sottoscrivere una dichiarazione in cui specificano i dati del socio unico.

Nel caso in cui il socio unico cambi, gli amministratori della SRL sono tenuti a comunicare questo cambio di socio entro 30 giorni. Tali comunicazioni devono sempre essere presentate al Registro delle Imprese.

L’inadempimento di tali obblighi da parte degli amministratori comporta l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 103,00 a 1.032,00 euro (cfr. art. 2630 primo comma Codice civile).

SRL a socio unico: Chiarimenti disciplina societaria

La disciplina riguardante l’SRL Unipersonale è contenuta nell’art. 2462 secondo comma Codice civile, che fornisce chiarimenti in merito al regime di responsabilità del socio unico.

Per quanto non espressamente regolato si applicano le disposizioni previste per la SRL Pluripersonale.

SRL a socio unico: Unipersonalità iniziale e in itinere

Unipersonalità iniziale SRL a socio unico

L’unipersonalità può essere già presente nella fase di costituzione della SRL a socio unico (unipersonalità iniziale), scelta dal socio fondatore già al momento della costituzione.

Unipersonalità sopravvenuta SRL a socio unico

L’unipersonalità può sopravvenire anche successivamente alla costituzione della società (unipersonalità sopravvenuta).

Si pensi al caso del passaggio da SRL Pluripersonale alla SRL a socio unico.

SRL Unipersonale: costi di apertura e di gestione

I costi di apertura della SRL Unipersonale sono più bassi rispetto a quelli delle altre società: l’unica cosa che si dovrà pagare è la consulenza del Notaio, il quale deve controllare che l’aspirante socio unico che vuole aprire la SRL Unipersonale abbia tutti i requisiti ad hoc.

Inoltre, devono essere versate le imposte di registro e il diritto camerale annuale, mentre non è dovuta imposta di bollo e di segreteria.

La tassa di concessione governativa per la vidimazione dei libri sociali, la marca da bollo e i diritti di segreteria sono dovute.

Contratti stipulati dalla SRL a socio unico

I contratti stipulati dalla SRL a socio unico sono opponibili ai creditori della società solo se risultano:

  • da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento eseguito dai creditori (cfr. art. 2478 co. 3 c.c.),
  • dal libro delle decisioni degli amministratori.

Questa previsione normativa consente di rendere più trasparenti i rapporti fra società e socio unico nel caso in cui sorgano eventuali conflitti di interessi e per evitare il depauperamento del patrimonio sociale.

 

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Sarò a tua disposizione per chiarimenti.

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Angelo Calò

Cosa posso scaricare con la mia Partita IVA?

costi deducibili partita iva

Nonostante il carico fiscale che attanaglia le Partite IVA italiane, è bene ribadire che è possibile sfruttare al massimo le opportunità di deduzioni e di detrazioni fiscali offerte dalla normativa fiscale vigente.

Ma quali sono le differenze che intercorrono tra costo deducibile e indeducibile? Se apro una Partita IVA Forfettaria cosa posso scaricare? E le spese degli immobili ad uso promiscuo le posso scaricare? Sono tantissimi i dubbi che sorgono ad un aspirante freelancer o imprenditore che mira ad aprire la Partita IVA.

Aprire una Partita IVA significa ragionare sul costo che questa comporta, analizzando cosa un’impresa o un professionista può portare in deduzione (costo) e in detrazione (IVA).

Dopo aver fatto un po’ di chiarezza in merito alla differenza tra deduzioni e detrazioni analizziamo quali sono le principali spese che ogni Partita IVA può scaricare.

In questa guida mi riferirò al regime contabile ordinario, al regime semplificato ed al vecchio regime dei minimi ancora in vita fino a scadenza naturale.

Per le Partite IVA Forfettarie le considerazioni che espongo non troveranno validità.

Cosa scaricare con la mia Partita IVA: Differenza costo deducibile e indeducibile e detrazione fiscale

Si sente spesso parlare di deduzione e di detrazione fiscale, ma quali sono le differenze intercorrenti?

Per comprendere come funziona la deduzione dei costi e delle imposte da applicare ai compensi bisogna sottolineare che le imposte non gravano sempre e solo sugli incassi.

Per le Partite IVA ordinarie vige il principio della competenza: ciò implica che, a prescindere dall’effettivo incasso o pagamento, un ricavo o un costo viene imputato rispetto al periodo di effettiva maturazione.

L’Amministrazione fiscale consente ai contribuenti di beneficiare di sconti sulle imposte sui redditi, scalando dai redditi alcuni tipi di spese, che possono essere distinte in due categorie:

  • spese “detraibili”, che possono essere sottratte direttamente alle imposte da pagare, riducendone l’importo,
  • costi “deducibili”, ovvero le spese che possono essere sottratte al reddito prima di calcolare l’imposta da pagare.

Tra le spese detraibili, ad esempio, rientrano quelle mediche relative a prestazioni mediche.

Tra le spese deducibili rientrano: il ricongiungimento dei contributi previdenziali, il riscatto degli anni di laurea e i contributi assistenziali e previdenziali.

E, i costi indeducibili, cosa sono? I costi indeducibili sono oneri che sostieni per l’espletamento della tua attività imprenditoriale e che l’Agenzia delle Entrate non consente di scaricare integralmente o parzialmente.

In ogni caso, la documentazione delle spese deducibili (e detraibili) è generalmente costituita dalle fatture, ricevute o quietanze rilasciate al contribuente da chi ha percepito le somme, con indicazione del suo numero di Partita IVA.

Cosa posso scaricare con la mia Partita IVA: Fattura con costi deducibili e indeducibili

È piuttosto comune il caso in cui un professionista titolare di Partita IVA fa inserire tutto in un conto le spese sostenute per acquistare del materiale utile per l’attività e dei beni che occorrono per la casa o per le spese personali.

Considerando che, in questi casi, la fattura è “mista”, cioè indica costi deducibili e indeducibili, è ovvio che insorgano non pochi dubbi in merito alla possibilità di utilizzare la fattura o la ricevuta fiscale per scaricare almeno i costi inerenti.

La presenza di spese che non riguardano l’attività di business non inibisce al titolare di Partita IVA di dedurre i costi inerenti l’attività professionale.

Si pensi, ad esempio, ad un avvocato che acquista i materiali di cancelleria utili per il suo studio legale, ma al contempo acquista uno zaino per il figlio in quarta elementare.

In questo caso, in fattura possono apparire dieci voci deducibili e una indeducibile.

Le voci inerenti possono essere regolarmente dedotte.

Viceversa, se in una ricevuta fiscale sono registrate tante voci indeducibili e una sola inerente, questa potrà essere computata in diminuzione del reddito.

Per quanto concerne la deducibilità parziale della fattura contenente anche costi non inerenti, lo stesso discorso vale anche per le imprese in contabilità ordinaria, come le SRL.

Facciamo un esempio per capire meglio: se l’amministratore di una SRL fa un acquisto per la famiglia, e decide di pagarlo con la carta di credito aziendale, la società risulta sua creditrice.

Pertanto, onde “inquinare” il bilancio con delle spese non inerenti l’attività societaria, è necessario rilevare, in contabilità, il sorgere del credito verso l’amministratore, come credito verso soci o verso terzi.

Spese scaricabili con la mia Partita IVA: le spese per gli immobili

Nel caso in cui un titolare di Partita IVA acquisti un immobile ad uso studio o ufficio compreso nelle categorie catastali destinate ad uso attività, il costo sarà interamente deducibile e la deducibilità si applicherà tramite quote di ammortamento annuali.

Diverso è il caso di utilizzo promiscuo di un bene immobile. Ammettiamo che il titolare di Partita IVA decida di destinare la propria casa all’attività professionale e, dunque, utilizzi qualche stanza dell’abitazione ad uso ufficio o studio, la deduzione si applicherà nella misura forfettaria del 50% delle spese sostenute per l’acquisto dell’immobile stesso.

Sono deducibili anche le spese sostenute per la manutenzione straordinaria dell’immobile, che contribuiscono all’aumento del valore del fabbricato.

Partita IVA: spese prodotti tecnologici sono scaricabili?

I prodotti tecnologici sono deducibili all’80%.

Partita IVA: spese di formazione professionale sono scaricabili?

Le spese sostenute per la formazione e l’aggiornamento professionale, compresi master, convegni, dottorati, sono scaricabili al 50%.

Partita IVA: spese scaricabili alberghi, vitto e alloggio

Per quanto riguarda le spese relative ad alberghi, vitto e alloggio, si può dedurre il 75%.

Partita IVA: spese auto sono scaricabili?

Il Fisco prevede una chiara disciplina relativa alle auto e ai costi deducibili dai professionisti.

Le regole di deducibilità dei costi auto per imprese e professionisti, variano in funzione sia del tipo di veicolo che del suo utilizzo per l’esercizio dell’attività (art. 164 TUIR).

Per le autovetture non affidate a dipendenti, se ammettiamo un utilizzo promiscuo del mezzo, si deduce il 20% del costo e si detrae il 40% dell’IVA, anche su tutte le spese d’impiego.

Se ammettiamo un utilizzo esclusivo impresa/professione, si detrae il 100% dell’IVA.

Se vuoi avere maggiori delucidazioni o vuoi richiedermi una Consulenza Professionale Personalizzata contattami: https://angelocalo.com/contattami.

 

Non riesco a pagare le imposte cosa posso fare?

La crisi economica attanaglia le tue poche entrate monetarie? I guadagni della tua attività sono calati e non riesci a pagare le imposte e i debiti? Ti sei mai chiesto cosa puoi fare?

Se sei un imprenditore o un titolare di Partita IVA e non riesci ad adempiere al pagamento delle imposte immagino che ti assilla un quesito: “non riesco a pagare le imposte cosa posso fare?”.

Devi sapere che se ti trovi in una situazione di grave difficoltà, sei oberato dai troppi debiti e non trovi una via d’uscita, il Legislatore ha pensato a una misura per aiutarti a ripianare le difficoltà: la legge salva suicidi o la legge salva debiti.

In questa guida troverai una valida risposta al tuo dubbio “non riesco a pagare le imposte cosa posso fare?”. Scopriamo cos’è la legge salva debiti, come funziona, a chi rivolgersi, quali sono i requisiti per accedere alla procedura e come aderire se hai cartelle esattoriali insolute verso Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Ti senti pronto per iniziare? Bene, allora procediamo.

Legge Salva Debiti: quali sono i requisiti?

Prima di capire cosa puoi fare se non riesci a pagare i debiti e le imposte, è bene comprendere quali sono i requisiti necessari per poter beneficiare della Legge Salva debiti o Legge Salva Suicidi.

Oltre che i privati senza Partita IVA, anche gli imprenditori, le ditte individuali, i liberi professionisti e le piccole società possono accedere alla procedura “salva debiti” per ogni tipologia di obbligazione: dalle cartelle Equitalia fino al finanziamento/mutuo che non si riesce a pagare

Puoi accedere alla procedura “salva debiti” se ti trovi in questa situazione:

  • incapacità perpetua di adempiere alle tue obbligazioni,
  • eccessivo sbilanciamento tra i debiti contratti e le entrate monetarie necessarie per estinguerli.

Non riesco a pagare i debiti: a chi posso rivolgermi?

Se sei in possesso dei requisiti menzionati e non riesci più a dormire perché sei oberato da troppi debiti, per attivare la procedura “salva-debiti” devi rivolgerti a un organo competente: un OCC competente per zona (Organismo di Composizione della Crisi).

L’OCC è un organismo indipendente ed estraneo alle parti, autorizzato dalla Camera di Commercio a ricevere le istanze di adesione della procedura.

Una volta che ti sei rivolto a un OCC, dopo aver esaminato il tuo caso, nomina un Gestore della crisi, di solito un Commercialista che ti seguirà durante tutto l’iter.

Legge Salva Debiti: cos’è e come funziona?

Non riesci a pagare i debiti che hai contratto e non sai proprio come fare? Grazie alla Legge salva debiti o alla Legge salva suicidi (Legge 3/2012) puoi ottenere una sentenza del tribunale per bloccare i pignoramenti a tuo carico e aderire a un piano di stralcio e pagamento dei debiti residui.

In buona sostanza, se non riesci a pagare i debiti puoi chiedere l’attivazione di un piano di rimborso delle obbligazioni.

Il Tribunale stralcia i tuoi debiti e omologa un piano di rimborso rateale. Il tutto avviene tramite l’oculato monitoraggio e sotto la diretta sorveglianza del Tribunale.

Grazie all’attivazione di un piano di rimborso delle obbligazioni i tuoi creditori si sentono più sicuri dei pagamenti.

Anche te imprenditore potrai stare più tranquillo e potrai contare sul Tribunale, che sarà propenso ad ascoltarti e farà di tutto per venire incontro alle tue difficoltà.

Inoltre, grazie alla Legge Salva Debiti potrai beneficiare della sospensione di tutte le procedure esecutive a tuo carico (pignoramenti, espropriazioni, decreti ingiuntivi…).

Questo ti permetterà di tirare un tiro di sollievo dato che l’esecuzione verrà sospesa.

Inoltre, potrai chiedere la liquidazione dei beni immobili per soddisfare i creditori con il ricavato.

Non riesco a pagare i debiti verso Equitalia: cosa posso fare?

Rientrano nelle obbligazioni sanabili con la legge salva suicidi, anche quelle verso l’Agenzia delle Entrate – Riscossione Equitalia, che oggi ha sostituito Equitalia, la quale è stata abolita e sciolta definitivamente.

L’AdE- Riscossione è quindi l’ente preposto ed autorizzato a riscuotere tasse, imposte e inviare cartelle esattoriali.

Pertanto, se ci si trova in una situazione di particolare crisi, se non si riesce più a fare fronte ai debiti ed al pagamento delle imposte, è possibile contattare un OCC competente e chiedere un consulto di fattibilità di adesione al piano salva debiti.

Cosa fare in caso di mancato pagamento di Irpef, Iva, Irap e imposte varie?

Devi sapere che utilizzando lo strumento del ravvedimento operoso si può rimediare spontaneamente al mancato versamento delle imposte, beneficiando di una riduzione delle sanzioni applicabili e versando degli interessi al tasso legale a seconda del tempo di versamento (ravvedimento sprint, breve, intermedio, lungo e ultrannuale).

Il ravvedimento operoso ha la finalità di incentivare lo spontaneo adempimento dei doveri fiscali (c.d. “compliance”), consentendo al contribuente/debitore di sanare la propria posizione eseguendo pagamenti omessi o eseguiti in misura insufficiente o dichiarando redditi ulteriori rispetto a quelli già dichiarati o assolvendo ad altri adempimenti che avrebbero dovuto essere effettuati precedentemente.

La disciplina del ravvedimento operoso è contenuta nell’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, ma recentemente il D.L. 34/2019 (c.d. “Decreto crescita“), convertito in L. 58/2019, ha introdotto un nuovo art. 13-bis che ammette esplicitamente la possibilità di un ravvedimento parziale o frazionato.

Si ricorda che il ravvedimento si perfeziona con il contestuale pagamento del tributo eventualmente omesso o versato in misura insufficiente, della sanzione ridotta e degli interessi di mora calcolati al tasso legale annuo.

Cosa succede se non pago neanche con il ravvedimento operoso? L’Agenzia delle Entrate procederà ad inviare l’avviso bonario applicando la sanzione del 10% e i relativi interessi legali.

L’avviso bonario, va pagato integralmente oppure se rateizzato, va pagata la prima rata entro 30 giorni dalla ricezione dello stesso.

Nel caso in cui l’avviso bonario giunga all’intermediario, va pagato entro 90 giorni da quando è stato ricevuto sulla piattaforma Entratel.

L’avviso bonario può essere rateizzato per importi fino a € 5.000 euro sino ad otto rate trimestrali, per importi superiori a cinquemila euro il numero massimo è di 20 rate trimestrali.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni o se vuoi richiedere una Consulenza Professionale personalizzata contattami.

Ti aspetto!

Angelo Calò.

Come si gestisce una SRL?

Sei un socio di una SRL e hai dubbi su come si gestisca? Bene, allora sei capitato proprio nella giusta guida che ti chiarisce ogni dubbio in merito alla gestione di una Società a Responsabilità Limitata.

Devi sapere innanzitutto che la SRL è una società di capitali complessa da gestire e rappresenta uno dei modelli di società di capitali più diffuso sul territorio italiano.

Aprire una SRL comporta il sostenimento di costi iniziali e la necessità di fare fronte ai costi di gestione da parte dei soci.

Rispetto alla ditta individuale, gestire una Società a responsabilità limitata è molto più complesso, per questo è buon consiglio conoscere bene i processi economici e sapere leggere il bilancio d’esercizio, onde evitare di essere colti alla sprovvista.

Per questo ho approntato un tutorial da tenere a portata di click: qui di seguito leggerai tutti i buoni consigli per iniziare a gestire e a dirigere una SRL ad hoc senza più avere difficoltà e timore di commettere qualche errore, che possa giocare brutti scherzi alla sorte della stessa società.

Gestire una SRL: quali sono gli organi sociali?

L’atto costitutivo della Società a Responsabilità Limitata prevede che la società possa essere gestita da un amministratore unico, da un consiglio di amministrazione o da più amministratori con poteri disgiunti o congiunti.

In fase di costituzione della SRL è necessario scegliere una forma di amministrazione, ferma restando la possibilità di modificare tale decisione in un momento successivo.

All’interno di una Società a Responsabilità Limitata gioca un ruolo fondamentale la figura dell’amministratore, che viene nominato su espressa previsione dell’atto costitutivo e può essere scelto anche fra persone esterne alla società.

Pertanto, non è detto che lo stesso amministratore di una SRL sia necessariamente anche un socio.

L’amministrazione di una SRL può essere affidata anche a più persone, in questo caso si forma il consiglio di amministrazione, un organo collegiale che assume decisioni inerenti l’attività d’impresa mediante riunioni o consenso scritto da parte di tutti i suoi componenti.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione di una SRL (e l’eventuale Vice Presidente, se nominato) detiene la rappresentanza legale della società.

Inoltre, è possibile optare per l’amministrazione congiunta o disgiunta: nel caso di amministrazione congiunta gli amministratori non possono compiere operazioni singolarmente, ma solo all’unanimità.

Nell’amministrazione disgiunta, invece, ciascun amministratore ha sia il potere di gestione sia quello di rappresentanza: ciò implica che ogni amministratore è legittimato a compiere tutte le operazioni che ritiene utili nell’interesse della SRL, in assoluta autonomia e di sua iniziativa, senza bisogno del consenso degli altri, non avendo alcun obbligo di informazione preventiva.

L’altro organo fondamentale della SRL è l’assemblea dei soci, costituita dai soci membri dell’impresa.

L’adunanza assembleare viene convocata quando espressamente richiesto dagli amministratori o da almeno un terzo dei soci stessi.

Spetta alla stessa assemblea dei soci della SRL deliberare in merito:

  • alla nomina degli amministratori, dei sindaci, del presidente del collegio sindacale o di un revisore dei conti esterno;
  • all’approvazione del bilancio d’esercizio e alla distribuzione degli utili;
  • alla riduzione di capitale a causa perdite;
  • alla realizzazione di modifiche dell’atto costitutivo;
  • alla messa in liquidazione della società.

Soci SRL: Conferimenti, quote e diritti

In una SRL ogni socio acquisisce una quota sociale a seguito di un conferimento: denaro, beni mobili, beni immobili (impianti, fabbricati ecc.), crediti, opere e servizi in favore della società stessa (marchio, know how, brevetto e molto altro).

Le quote di una Società a Responsabilità Limitata attribuiscono tutti i diritti e gli obblighi inerenti alla qualità di socio, fra cui:

  • diritto di partecipazione agli utili,
  • diritto di voto,
  • diritto di opzione (ossia il diritto degli attuali soci ad essere preferiti nei confronti di terzi nel momento della sottoscrizione relativo ad un aumento di capitale),
  • diritto alla liquidazione.

Proprio l’incremento di capitale rappresenta una forma di ricapitalizzazione della Società a Responsabilità Limitata: si tratta di una modifica dell’atto costitutivo con cui si stabiliscono termini e condizioni della sua attuazione.

Inoltre, al momento della sottoscrizione del capitale gli aderenti devono versare almeno il 25%, per poi completare la parte restante del conferimento nei 30 giorni successivi o nel momento richiesto dagli amministratori.

Altro diritto dei soci è il diritto di recesso, che comporta il diritto di rimborso della partecipazione del socio.

La SRL rappresenta un modello di società di capitali tra i più diffusi nella prassi commerciale e la sua gestione comporta il dover considerare diversi aspetti sia dal punto di vista burocratico che documentale.

Per questo, è buon consiglio rivolgersi sempre e solo ad un professionista che sappia fornire la propria consulenza.

SRL: la responsabilità degli amministratori è sempre limitata?

Il Codice Civile (articolo 2476) prevede due livelli di responsabilità in capo agli amministratori di Società a Responsabilità Limitata:

  • responsabilità solidale nei confronti della società, ognuno degli amministratori risponde per l’intera obbligazione con il proprio patrimonio;
  • responsabilità nei confronti di altri soci o terzi: gli amministratori rispondono limitatamente ai danni concretamente cagionati per condotta dolosa o colposa.

Una caratteristica delle SRL è la responsabilità limitata: ciò implica che gli amministratori non rispondono con il proprio patrimonio ma solamente con il capitale sociale.

Questa regola non vale:

  • nel caso di omessa pubblicità prescritta dall’articolo 2470 in materia di socio unico,
  • nel caso in cui la società sia insolvente,
  • non vengono rispettate le regole sul conferimento stabilite dal Codice Civile;
  • nel caso in cui la società sia unipersonale.

Nel caso in cui i soci individuino delle violazioni, è possibile promuovere un’azione sociale nei confronti dell’amministratore, sia in via giudiziale che stragiudiziale.

 

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Angelo Calò

 

Bilancio d’esercizio: cos’è, come si legge e quali sono i dati importanti da tenere sotto controllo

bilancio aziendale

Numeri, numeri e numeri, quando si ha a che fare con un’attività di business è davvero importante saper leggere attentamente il bilancio d’esercizio e monitorare l’andamento dei dati contabili più importanti.

Il bilancio d’esercizio non è altro che la “bussola”, il documento che riassume le attività aziendali relative ad un anno.

Il periodo in questione è l’anno fiscale, detto anche esercizio e corrisponde per convenzione ad un anno solare, cioè va dal mese di gennaio al mese di dicembre.

Il Bilancio d’esercizio ha lo scopo di assolvere a una serie di funzioni: tenere sotto costante monitoraggio le performances economico-finanziarie e consentire il calcolo delle imposte che l’impresa deve pagare e versare alle casse dello Stato.

Il bilancio d’esercizio è costituito da Stato Patrimoniale, Conto Economico, Nota Integrativa, Rendiconto Finanziario: a stabilirlo è lo stesso articolo 2423 del Codice civile.

Fino ai bilanci relativi all’esercizio 2015 il Rendiconto Finanziario non era un documento obbligatorio e il bilancio d’esercizio si componeva solamente di Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota integrativa.

Scopriamo in questa guida cos’è, come si legge e quali sono i dati più importanti da tenere sotto controllo.

Bilancio d’esercizio: da quali prospetti si compone?

Nel corso dell’esercizio ogni impresa accumula dati e informazioni attraverso le registrazioni contabili di acquisti, vendite, dipendenti, banche etc..

Tutti questi dati vengono riepilogati nei prospetti del Bilancio: Stato Patrimoniale, Conto Economico, Nota Integrativa e Rendiconto Finanziario.

Stato Patrimoniale

Lo Stato Patrimoniale pone in evidenza la situazione patrimoniale dell’impresa alla data del bilancio.

Esso rappresenta una sorta di fotografia del capitale di funzionamento dell’azienda a fine esercizio: esso è il capitale netto che prende anche il nome di capitale di funzionamento poiché si tratta del capitale riferito ad un’azienda in funzionamento.

Per determinare l’entità del capitale di funzionamento, la valutazione degli elementi attivi e passivi del capitale viene fatta al termine di ciascun anno.

Pertanto, lo Stato Patrimoniale mette in evidenza la composizione e l’entità del patrimonio aziendale: i beni che compongono il capitale dell’impresa e le fonti finanziarie, delle quali si avvale l’impresa.

Conto Economico

Conto Economico è il documento che mette in evidenza la situazione economica dell’azienda e il risultato economico conseguito nell’arco dell’esercizio considerato.

Il Conto Economico mette in evidenza i componenti positivi e negativi reddituali di competenza del periodo che hanno concorso alla formazione del reddito dell’esercizio (utile/perdita d’esercizio).

Il reddito d’esercizio è il reddito conseguito dall’impresa nell’arco dei 12 mesi di attività.

Il reddito d’esercizio è dato dalla differenza tra il capitale netto esistente alla fine dell’esercizio e il capitale netto esistente all’inizio dell’esercizio (procedimento sintetico).

Il reddito d’esercizio può essere calcolato anche ricorrendo al procedimento analitico: differenza tra i ricavi di competenza economica dell’esercizio e i costi di competenza economica dell’esercizio.

Il reddito d’esercizio che scaturisce dalla redazione del Conto Economico è un valore economico che nasce da un processo di valutazione.

Essendo frutto di una valutazione, la sua entità è sempre in una certa misura soggettiva.

Nota Integrativa

La Nota integrativa è una parte integrante del bilancio d’esercizio e serve a fornire una serie di informazioni aggiuntive rispetto a quelle desumibili dagli altri documenti che compongono il bilancio d’esercizio.

La Nota Integrativa consente di motivare le scelte fatte dagli amministratori, in relazione ai criteri di valutazione adottati nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico.

Oltre agli obblighi informativi richiesti dall’art. 2427 del Codice Civile, la nota integrativa deve fornire delle informazioni subordinate: modifica dei criteri di valutazione articolo 423 bis comma 6 del c.c.; valutazione delle partecipazioni articolo 2426 comma 3 e comma 4 del c.c.; modifiche del piano di ammortamento articolo 2426 comma 2 del c.c.; valutazione delle rimanenze art. 2426 comma 9,10,11 del c.c.; etc.

Rendiconto Finanziario

Il Rendiconto Finanziario spetta il compito di illustrare la situazione finanziaria dell’impresa.

Anche se alcune informazioni sono desumibili anche dallo Stato Patrimoniale, le notizie contenute nel Rendiconto Finanziario sono più ampie.

Questo documento pone in evidenza la politica di finanziamento seguita dall’impresa nell’arco dell’esercizio, la politica degli investimenti, ovvero, come le risorse finanziarie sono state investite e le aree gestionali che hanno assorbito risorse finanziarie e quelle che hanno prodotto un incremento di tali assets.

Bilancio d’esercizio: quali sono i benefici?

Il bilancio d’esercizio è come una sorta di “pagella” aziendale che si redige a fine anno.

Il Bilancio permette di misurare i risultati dell’azienda e aiuta gli imprenditori ed i manager a valutare gli altri attori del mercato.

Saper leggere il Bilancio Aziendale consente all’imprenditore di confrontare la performance aziendale con quella delle imprese concorrenti.

Il Bilancio Aziendale è anche il documento che gli stakeholders (i fornitori, le banche, i clienti, i distributori ecc.) usano per valutare il tuo operato.

Bilancio d’esercizio: come si legge?

Stato Patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario e Nota Integrativa sono redatti per assolvere adempimenti di carattere fiscale e tributario.

I Bilanci sono documenti difficili da comprendere in quanto sono redatti in un linguaggio tecnico, pertanto, come puoi risolvere questo problema?

Per riuscire a interpretare il Bilancio d’esercizio basta fare un’operazione chiamata Riclassificazione del Bilancio: ciò consente di capire la performance d’azienda anche a chi ha poca dimestichezza con la contabilità.

Basta preparare un file Excel con tutti gli indicatori reddituali, di liquidità, di solidità patrimoniale.

Dalla lettura del Bilancio e degli indicatori è possibile ricavare informazioni di importanza vitale.

Ti aiutano a osservare e analizzare le differenze da un anno all’altro, a comprendere i punti di forza e le aree di miglioramento e a confrontare i propri risultati con quelli dei competitor.

 

Vuoi ricevere maggiori informazioni? Richiedimi una Consulenza Professionale Personalizzata.

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Angelo Calò

 

Differenze tra ditta individuale e SRL: facciamo chiarezza!

ditta individuale SRL differenze

Meglio una ditta individuale o una SRL? Quali sono le differenze intercorrenti? Se sei indeciso tra ditta individuale o SRL (Società a Responsabilità Limitata) non devi fare altro che continuare a leggere attentamente questa guida completa e puoi chiarirti le idee sulla scelta vincente.

Differenze Ditta individuale e SRL: quale scegliere?

La scelta tra ditta individuale e SRL è decisiva per il successo dell’attività imprenditoriale e le due tipologie di società presentano differenze sostanziali non solo per struttura e per i costi di costituzione e di gestione, ma anche per quanto riguarda i trattamenti fiscali.

Molto spesso la maggior parte dei Consulenti sconsiglia di aprire una SRL in quanto sono maggiori gli adempimenti derivanti dalla gestione di questa forma societaria.

Tuttavia, bisogna anche sottolineare il fatto che aprire una SRL comporta minori rischi patrimoniali per il titolare e per i soci dato che non sono chiamati a rispondere alle obbligazioni societarie con il proprio patrimonio personale.

Inoltre, voglio subito sottolineare che per aprire una SRL devi sottoscrivere almeno 10.000 euro di capitale iniziale, a meno che tu non voglia aprire una SRL Semplificata con pochi euro e un capitale sociale che può variare da 1 euro a 9.999 euro o una Srl a capitale ridotto.

Ditta individuale: costituzione

Quali sono i costi e la procedura per aprire una ditta individuale? Facciamo subito chiarezza! Senza troppi giri di parole voglio chiarire che il primo elemento da prendere in considerazione è la diversità del procedimento e dei costi di costituzione tra la ditta individuale e una Società a Responsabilità Limitata o SRL.

Per costituire una ditta individuale devi seguire questi step:

  • apertura della Partita IVA;
  • iscrizione nel Registro delle Imprese della locale Camera di Commercio;
  • iscrizione all’INPS e all’INAIL (nel caso di ditta artigiana).

Per maggiori informazioni ti consiglio di leggere attentamente questa guida dedicata all’apertura di una Ditta Individuale.

Avviare una ditta individuale è in assoluto la più semplice ed economica e necessita di tempi relativamente brevi.

Gli unici costi per l’apertura di una ditta individuale sono quelli di iscrizione alla Camera di Commercio:

  • bolli e diritti di segreteria;
  • versamento dei diritti annuali entro 30 giorni dall’iscrizione alla Camera di Commercio.

SRL: costituzione

Per aprire una Società a Responsabilità Limitata occorre recarsi da un notaio per costituire l’atto costitutivo e lo statuto, contenente la disciplina del funzionamento della SRL.

Inoltre, si deve:

  • aprire la Partita IVA,
  • procedere all’iscrizione nel Registro delle Imprese della locale Camera di Commercio;
  • procedere all’iscrizione all’INPS e all’INAIL (per certe attività).

I costi per avviare una SRL da tenere in considerazione sono le seguenti:

  • onorario notaio,
  • diritti camerali,
  • imposta di registro e tasse governative,
  • bolli vari,
  • bolli sui libri sociali.

Bisogna anche dire che è possibile procedere alla conveniente apertura telematica della SRL (“innovative start up”), che permette di risparmiare l’onorario del Notaio.

È necessario munirsi della firma digitale per garantire l’autenticità della sottoscrizione di atto costitutivo e statuto.

Ditta individuale: quali sono i vantaggi?

Aprire una ditta individuale comporta il sostenimento dei seguenti vantaggi:

  • semplificazione ed economicità dei procedimenti di costituzione e liquidazione,
  • non serve un capitale iniziale per la sua apertura,
  • il titolare è l’unico responsabile delle decisioni,
  • assenza dell’obbligo di tenere i libri sociali,
  • è semplice costituirla, metterla in liquidazione e chiuderla.

Rispetto ad una SRL, la ditta individuale è tenuta alla redazione delle scritture contabili, ma può valersi di un sistema semplificato.

Ditta individuale: quali sono gli svantaggi?

A fronte degli innumerevoli vantaggi della ditta individuale, scopriamo quali sono gli svantaggi derivanti:

  • tassazione non favorevole, l’aliquota fiscale aumenta proporzionalmente all’aumentare degli utili,
  • responsabilità illimitata del titolare nei confronti di creditori. Ogni imprenditore titolare della ditta individuale è costretto a rispondere con tutto il suo patrimonio personale alle obbligazioni societarie. In altre parole, i creditori di una ditta individuale, se non pagati nei termini previsti, possono pignorare anche tutti i beni personali del titolare.

SRL: quali sono i vantaggi?

Aprire una SRL comporta la responsabilità limitata dei titolari al solo capitale destinato all’attività sociale.

Ciò significa che, a differenza della ditta individuale, nella SRL i creditori dei soci possono pignorare solo i capitali “conferiti in società” e non anche i beni che rientrano nel patrimonio personale del socio.

SRL: quali sono gli svantaggi?

Gli svantaggi della SRL riguardano, anzitutto, i maggiori costi di avvio e di gestione dell’attività.

Nel caso di apertura di una SRL semplificata il capitale iniziale richiesto è quello di 1 €.

Bisogna fare i conti con i costi di gestione e gli oneri amministrativi più elevati: la gestione è affidata od organi collegiali che richiedono procedure con tempi più lunghi.

Inoltre, sono escluse le agevolazioni contabili e fiscali di cui gode la ditta individuale.

Ditta individuale e SRL: quale conviene?

Nella scelta tra ditta individuale o SRL devi tener conto del capitale di cui disponi ed il genere di attività che intendi svolgere.

La forma della ditta individuale è conveniente nel caso di attività di business che richiedono un limitato investimento iniziale ed hanno un giro d’affari modesto.

L’accesso alle agevolazioni fiscali consente un risparmio economico davvero interessante.

Devi tenere conto che il rischio derivante dalla responsabilità illimitata del titolare della ditta individuale è correlato ai movimenti di denaro in entrata ed in uscita.

Se intendi avviare un’attività economica che assorbe capitali più cospicui, allora la scelta deve ricadere sulla SRL.

Anche nel caso di obbligazioni societarie di importo più rilevante è fondamentale optare per una SRL, che consente di limitare la responsabilità dei soci al solo capitale conferito in società.

In questo modo i creditori non possono aggredire i beni che rientrano nel patrimonio personale.

Se vuoi ricevere maggiori informazioni in merito ad una ditta individuale o ad una SRL, contattami e sarò lieto di fornirti una Consulenza personalizzata.

Ti aspetto!

Angelo Calò

SRLS: guida sulla SRL semplificata

Sei un’aspirante imprenditore e sei intenzionato ad avviare una SRL Semplificata? Bene, allora sei capitato proprio nella giusta guida che ti consente di chiarirti le idee.

Scopriamo che cos’è, quali sono i costi, i vantaggi e i rischi derivanti dall’apertura di una SRL Semplificata.

SRL Semplificata: come procedere all’apertura?

La normativa italiana prevede la possibilità di costituire diversi tipi di Società, tra cui anche la SRL Semplificata.

Il vantaggio principale delle società a responsabilità limitata risiede nel fatto che, in caso di obbligazioni o di inadempimenti nei confronti dei creditori, la responsabilità dei soci rimane limitata alla quota di capitale che hanno versato e conferito al momento della costituzione della società stessa.

Per questo motivo, le SRL hanno conosciuto una crescente popolarità negli ultimi anni, specialmente nel caso di SRL semplificate o SRLS.

Un problema molto diffuso è quello di costituire una SRL apportando un ammontare minimo di capitali pari a 10.000 euro.

Tuttavia, questo limite è stato superato nel 2012, quando sono state introdotte nell’ordinamento italiano alcune SRL speciali, fra cui quella Semplificata.

SRLS: quali sono le caratteristiche?

Introdotta con decreto nel 2012, la SRLS o SRL semplificata ha inizialmente previsto l’età di 35 anni come limite per poter costituire questo tipo di società, ma è stato successivamente abolito.

Pertanto, le Srls sono aperte a tutti, purché si soddisfino certi requisiti.

La società a responsabilità limitata semplificata può essere avviata da una o più persone.

Nel caso in cui il socio sia uno solo si parla di SRL unipersonale.

SRL Semplificata: costi di costituzione

La SRLS non richiede costi di costituzione esosi, basta versare solamente un Euro di capitale ed il massimo importo con il quale si può contribuire è di 9.999 Euro.

Il capitale sociale dev’essere versato interamente in contanti al momento della costituzione della società.

Una SRLS può essere aperta con un atto unilaterale solo da persone fisiche: è necessario un atto pubblico in conformità al modello standard.

Un vantaggio economico davvero importante da non sottovalutare per chi ha intenzione di costituire una SRL Semplificata è legato al fatto di non dover pagare il notaio al momento della costituzione della società.

Entro 20 giorni dalla stipula, il notaio deve notificare il contratto di costituzione dell’impresa attraverso il software ComUnica.

Oltre a questo modello occorrono anche delle copie informatiche del contratto e tutte le autorizzazioni previste per lo svolgimento dell’attività (facoltative).

Inoltre, la SRL Semplificata è esonerata da alcuni diritti di segreteria e bolli di diverso genere.

I costi per costituire una SRL sono decisamente più bassi rispetto a una SRL ordinaria.

L’esenzione di questi costi di costituzione, grazie al fatto di non dover disporre di un capitale elevato per avviare una SRL Semplificata, rende questa tipologia di società di capitali adatta a chi decide di mettersi in proprio, pur avendo a disposizione mezzi e risorse limitate.

SRL Semplificata: costi di gestione

Dopo il primo anno, le spese di gestione di una Società a Responsabilità Limitata sono equiparabili a quelle delle SRL ordinarie.

Per questo motivo, prima di avviare una SRLS è sempre bene rivolgersi ad un Commercialista di fiducia per valutare attentamente tutti gli aspetti e, soprattutto, avere una buona business idea, che consenta di guadagnare abbastanza per evitare fallimenti prima di giungere al Break-Even Point, ovvero al punto di pareggio tra Ricavi e Costi.

Il mio consiglio? Prima di imbarcarsi nella creazione di una SRL Semplificata è importante discuterne con un Commercialista.

Ti ricordo che ogni caso specifico è diverso e, quindi, occorre l’esperienza di un Consulente per partire con il piede giusto ed evitare errori che possono costare cari.

SRL Semplificata: obblighi fiscali e contabilità

Gli obblighi fiscali di una SRL Semplificata sono ascrivibili ai seguenti:

  • Ires con aliquota pari al 24%
  • Irap con aliquota pari al 3.5% (che può essere aumentata o diminuita in base al settore di attività).

Il regime “naturale” previsto per le SRL e le SRL semplificate è quello della contabilità ordinaria, a prescindere dal volume d’affari.

Non è quindi possibile in alcun caso adottare il regime di contabilità semplificata e non redigere il bilancio di esercizio, con tutti i vantaggi in termini di costi di gestione che ciò comporta.

Le Srl semplificate devono tenere i registri contabili, il libro degli inventari, le scritture ausiliarie, i registri IVA, il registro dei beni ammortizzabili, le scritture di magazzino e i libri obbligatori per i dipendenti.

Ricordiamo che il regime di contabilità ordinaria è caratterizzato dal fatto che prevede l’obbligo della “partita doppia”, che consiste nella registrazione di tutti i movimenti contabili suddivisi in base alle entrate e alle uscite.

Tali movimenti contabili si registrano contemporaneamente sulla stessa pagina di un libro contabile apposito e sono suddivisi per data.

Il reddito d’impresa contenuto nel Conto Economico della SRL Semplificata sarà determinato dall’utile o dalla perdita derivante dal bilancio di esercizio.

SRL Semplificata: quali sono i vantaggi?

Oltre a quelli sopra menzionati, la SRL Semplificata consente di beneficiare di interessanti vantaggi:

  • si tratta di una forma societaria a responsabilità limitata per cui i soci non rispondono con il proprio patrimonio personale in caso di obbligazioni societarie,
  • le spese di costituzione sono davvero esigue e vantaggiose rispetto a quelle sostenute per aprire una SRL,
  • non è necessario disporre di un capitale iniziale ingente.

SRL Semplificata: svantaggi

Tra i principali svantaggi:

  • il capitale ridotto non costituisce una garanzia sufficiente per gli istituti di credito, che sono restii a concedere finanziamenti a questi tipi di società,
  • non è possibile adottare la contabilità semplificata,
  • i costi di gestione sono alti,
  • occorre fare fronte ad una certa complessità agli adempimenti fiscali.

 

Alla luce di questi chiarimenti, se vuoi dare vita a una nuova impresa, hai ottime idee ma poco capitale, la SRL Semplificata può essere la soluzione giusta per te.

Prima di scegliere questa forma societaria, contattami per richiedere una consulenza professionale ad hoc.

Ti aspetto!

Angelo Calò

Aprire una SRL: 10 cose da sapere

Sei alla ricerca di utili informazioni per aprire una SRL? Bene, allora sei capitato proprio nella giusta guida che ti consentirà di orientarti al meglio.

Orientarsi tra le diverse forme societarie non è assolutamente semplice se non si conoscono i meccanismi di funzionamento, i vantaggi derivanti dall’apertura e le diverse disposizioni normative.

Per questo motivo, se vuoi realizzare il tuo progetto imprenditoriale e vuoi aprire una Società a Responsabilità Limitata, continua a leggere questa guida che espone in modo chiaro come passare all’azione.

Fatta questa doverosa premessa, entriamo nel vivo della materia.

Aprire una SRL: come costituirla?

Come aprire una SRL? È il primo quesito e dubbio che ogni aspirante imprenditore si pone. A fornire un’adeguata risposta è lo stesso articolo 2463 del Codice Civile, il quale stabilisce che questa società di capitali può essere costituita con contratto o con atto unilaterale.

Inoltre, l’atto costitutivo (redatto per atto pubblico) deve contenere precisamente i dati di costituzione e tutto quanto indicato dal succitato articolo.

Lo Stato richiede il controllo del notaio per la verifica dell’identità dei soci e la regolarità dello statuto.

Cosa significa “responsabilità limitata?

Nella Società a Responsabilità Limitata tutti i soci rispondono delle obbligazioni societarie solo nei limiti del capitale che hanno sottoscritto.

Cosa significa? Tutti i creditori della SRL non possono assolutamente soddisfarsi sul patrimonio personale dei soci.

La SRL gode di autonomia patrimoniale perfetta: il patrimonio societario è totalmente separato da quello dei soci.

Inoltre, il singolo socio è responsabile nei limiti del proprio conferimento.

Qual è il regime di contabilità della SRL?

Le SRL ordinarie e quelle semplificate devono adottare il regime di contabilità ordinaria.

In regime di contabilità ordinaria, la Società a Responsabilità Limitata ha l’obbligo di adottare libri e registri contabili: libro del consiglio d’amministrazione e del collegio sindacale, libro giornale, registri IVA, registro dei beni ammortizzabili, libro inventari, libro delle assemblee dei soci.

Come stabilito dall’art. 2220 del Codice Civile, il periodo di conservazione dei documenti dei libri e dei registri è di 10 anni, a partire dalla data dell’ultima annotazione.

Pertanto, non è possibile avvalersi della contabilità semplificata.

Statuto e Atto costitutivo della SRL

Lo Statuto è l’atto normativo fondamentale che disciplina l’organizzazione e il funzionamento della società.

In altre parole, lo Statuto è lo scheletro della società, in cui sono contenute le regole essenziali per il suo funzionamento.

Tutto ciò che è contenuto nello statuto è pubblico e “opponibile ai terzi”.

L’Atto Costitutivo contiene le informazioni obbligatorie previste per legge sui soci e sulla società (ad es. i dati dei soci, la denominazione della SRL, il capitale sociale, i conferimenti dei singoli soci, etc.).

Con l’Atto Costitutivo e lo Statuto si può costituire sia una società a responsabilità limitata unipersonale (con socio unico) sia una SRL con più soci.

SRL può essere una Start up innovativa?

Ebbene sì, le SRL di nuova costituzione possono avere uno spiccato carattere di innovatività tecnologica, industriale o sociale.

La normativa vigente prevede particolari agevolazioni, sia di natura fiscale che giuridica, ma è fondamentale che l’oggetto sociale rispecchi l’innovatività dell’attività che i soci intendono espletare.

Questo tipo di società ha uno statuto più complesso assimilabile a quello delle Società Per Azioni (SPA) ed è autorizzata a porre in essere operazioni quali l’emissione di categorie di quote.

Questa tipologia di società è spesso guidata da giovani start-upper con un background informatico e di digital marketing.

Che cos’è l’SRL Unipersonale?

È possibile che la SRL abbia un unico socio. Per poter costituire una SRL Unipersonale basta un atto pubblico, anche unilaterale.

La SRL Unipersonale ha dei costi fissi molto più bassi rispetto agli altri tipi di società. Negli atti e nella corrispondenza, la SRL Unipersonale dev’essere identificata oltre che con il nome, anche con il termine “unipersonale”.

Il mancato rispetto di questo obbligo normativo comporta che il socio unico risponda delle obbligazioni della sua società.

Per quanto concerne l’iscrizione al Registro delle Imprese non è dovuto nessun tipo di contributo davanti al notaio.

Inoltre, la SRL Unipersonale è esente dal diritto di bollo e di segreteria, ma deve versare il diritto camerale annuale e l’imposta di registro.

Durata della SRL

I soci possono stabilire una durata della società. Inoltre, ciascun socio ha diritto di recedere dalla SRL dando un preavviso di 180 giorni.

Capitale della SRL

Si può costituire una società in maniera tradizionale, conferendole 10.000 euro di capitale, ma è anche possibile stabilire un capitale inferiore ai 10.000 euro in sede di costituzione.

Se si conferiscono complessivamente meno di 10.000 euro occorre un versamento integrale degli importi in denaro.

Se si conferiscono almeno 10.000 euro, si può inizialmente versare solo il 25% del conferimento.

Nel caso in cui la società abbia almeno 10.000 euro di capitale, i conferimenti possono essere effettuati sia in denaro che in natura.

Per “conferimenti in natura” si intende l’apporto di beni (immobili, autoveicoli, etc.) e di crediti: è necessaria una relazione di stima del valore dei beni conferiti in natura.

Che cos’è la SRL semplificata?

Un’interessante novità è la SRL semplificata che prevede un capitale minimo, anche di un solo euro.

Per la sua costituzione è prevista la forma dell’atto pubblico e ciò vale anche per le successive modificazioni.

Per la costituzione della SRL semplificata non sono dovuti il compenso al notaio, i diritti camerali e l’imposta di bollo (limitatamente all’iscrizione nel Registro delle Imprese).

Quanto costa l’apertura di una SRL?

Aprire una SRL comporta il sostenimento di questi costi:

  • costi di imposta di bollo e diritti di segreteria (155 € circa) per l’iscrizione nel Registro delle Imprese e costi annuali, il cui importo minimo è di 200 €,
  • costi per vidimazione e bollatura dei libri e dei registri contabili che varia a seconda del capitale sociale.

 

Per maggiori informazioni e/o per ricevere una Consulenza Professionale Personalizzata, contattami e scopri cosa posso fare per te.

Ti aspetto!

Angelo Calò